Qualità dell’aria negli ambienti industriali: come impatta sulla produttività dei lavoratori

L’aria che si respira in fabbrica è spesso l’ultimo pensiero nella gestione di uno stabilimento produttivo. Eppure, è un fattore che incide su salute, performance e costi aziendali. 

Secondo l’Agenzia per la Protezione Ambientale statunitense (EPA), la qualità dell’aria negli ambienti interni può essere fino a cinque volte peggiore di quella esterna, questo perché gli spazi chiusi accumulano inquinanti senza disperdere, concentrando sostanze che all’aperto verrebbero diluite dall’atmosfera.

Nei capannoni industriali la situazione è ulteriormente aggravata dalla presenza di fonti specifiche: polveri di lavorazione, vapori chimici, gas prodotti da macchine e processi termici, CO₂ emessa dagli stessi lavoratori.

I principali indicatori da monitorare in un ambiente industriale sono:

  • Temperatura dell’aria: valori eccessivi aumentano l’affaticamento e riducono la concentrazione;
  • Umidità relativa: idealmente tra il 40% e il 60%, sopra il 70% favorisce muffe e batteri;
  • CO₂: oltre 1.000 ppm inizia a influire sulle capacità cognitive; oltre 2.000 ppm causa sonnolenza e mal di testa;
  • Particolato (PM2.5 e PM10): le polveri fini penetrano nei polmoni e si accumulano nei tessuti;
  • Composti Organici Volatili (COV): emessi da vernici, solventi, colle, plastica riscaldata.

Gli effetti della cattiva qualità dell’aria sulla produttività

Uno studio della Harvard T.H. Chan School of Public Health, condotto in collaborazione con SUNY Upstate Medical University e Syracuse University, ha misurato le capacità cognitive di lavoratori esposti a diversi livelli di CO₂ e COV in ambienti di lavoro controllati. I risultati sono netti: i lavoratori in ambienti con aria di qualità superiore hanno ottenuto punteggi cognitivi dall’82% al 101% più alti rispetto a quelli in ambienti con aria degradata.

Tradotto in termini operativi, una cattiva qualità dell’aria interna produce:

  • Più errori nelle fasi di lavorazione che richiedono attenzione e precisione
  • Tempi di reazione rallentati, con rischio di incidenti aumentato
  • Assenteismo: mal di testa, nausea, irritazioni sono tra le cause più frequenti di assenze brevi
  • Sindrome dell’edificio malato (Sick Building Syndrome): un insieme di sintomi diffusi tra i lavoratori che scompaiono al di fuori dell’edificio


Come la ventilazione risolve il problema
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Un impianto di ventilazione agisce su più livelli. In primo luogo, garantisce il ricambio d’aria necessario: in base alla normativa e al tipo di lavorazione, si calcolano i volumi d’aria da immettere ed estrarre per mantenere valori ottimali.

In secondo luogo, la filtrazione dell’aria rimuove le particelle solide prima che raggiungano la zona di lavoro. 

Ogni situazione è diversa. IRAL ascolta, analizza e lavora per trovare la soluzione giusta alle tue esigenze. Contattaci per un’analisi preliminare delle tue necessità.