Recupero del calore nella ventilazione industriale: meno consumi, stessa qualità dell’aria.
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Ventilare un capannone industriale in inverno significa espellere aria che è già stata riscaldata e immettere aria fredda dall’esterno che deve essere scaldata di nuovo con un costo energetico che si ripete per ogni metro cubo di aria scambiato.
Il recupero del calore risolve questo problema: trasferisce l’energia termica dall’aria in uscita a quella in entrata, riducendo il fabbisogno di riscaldamento anche del 70-80% rispetto a un impianto senza recupero.
Il costo energetico della ventilazione senza recupero
Per garantire la qualità dell’aria in un capannone industriale, la normativa e le buone pratiche impongono ricambi d’aria continui: a seconda del tipo di lavorazione, si parla di 6, 10, 20 o anche più ricambi all’ora. Ogni ricambio significa immettere nell’ambiente una quantità di aria esterna che, in inverno, ha una temperatura di 0°C, 5°C o anche meno, e deve essere portata alla temperatura di confort, tra 18-20°C, prima di essere distribuita nell’ambiente di lavoro.
Il calore necessario per questa operazione viene prodotto da caldaie, pompe di calore o riscaldatori elettrici, con un consumo energetico che in molti impianti industriali rappresenta una delle voci di costo più rilevanti della bolletta energetica. Questo calore viene letteralmente buttato via: entra nell’aria interna, scalda l’ambiente, e poi esce all’esterno con l’aria di rinnovo.
Il recupero del calore spezza questo ciclo dispendioso: prima di espellere l’aria viziata all’esterno, le si fa cedere la propria energia termica all’aria fresca in entrata. Il meccanismo è semplice in linea di principio, sofisticato nella realizzazione pratica.
Quanta energia si risparmia davvero
Il risparmio energetico dipende dall’efficienza del recuperatore, dalla differenza di temperatura tra aria interna ed esterna e dalle ore di funzionamento annue dell’impianto. In un capannone industriale nel Nord Italia, dove la stagione di riscaldamento dura circa 200 giorni e la differenza di temperatura media tra interno ed esterno è di circa 15°C, un recuperatore con efficienza del 70% può ridurre il fabbisogno di energia per il riscaldamento dell’aria di rinnovo del 60-70%.
Il recupero del calore in estate: il free cooling
l recupero del calore non riguarda solo l’inverno. In estate, il problema si capovolge: l’aria esterna è calda e deve essere raffrescata prima di essere immessa nell’ambiente. I recuperatori con bypass dotati di una serranda che cortocircuita il recuperatore quando le condizioni esterne lo permettono attivano la funzione di free cooling nelle ore notturne o nelle giornate fresche: immettono direttamente aria esterna fresca senza passare per i sistemi di raffrescamento, riducendo il carico sui refrigeratori e risparmiando energia elettrica.
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